In tanti – tantissimi! – pensano alla Sardegna solamente come un’isola per le vacanze al mare. Come se tutto si riducesse a una decina di spiagge, mare, qualche ombrellone e un cocktail al tramonto. E poi via verso casa per riprendere il lavoro di tutti i giorni.
- 1. Gola di Gorropu: il Canyon più profondo d’Europa
- 2. Is Piscinas: il deserto “vivo” più alto d’Europa
- 3. L’Olivo millenario di Luras (è più anziano di Gesù!)
- 4. Platamona: il litorale più lungo d’Italia
- 5. Monte d’Accoddi: l’unica “Ziggurat” del Mediterraneo
- 6. I Nuraghi: un’architettura unica al mondo
- 7. Pan di Zucchero: il faraglione più alto del Mediterraneo
- 8. La spiaggia più bella del mondo: Cala Goloritzè
- 9. Su Sterru: il sinkhole a campata unica più profondo d’Europa
- 10. La Grotta di San Giovanni: la più lunga al mondo tra quelle percorribili in macchina
- 11. Primo produttore di ostriche in Italia, l’avresti mai detto?
- 12. I Giganti di Mont’e Prama: le statue più antiche del Mediterraneo
- 13. La civiltà più antica del Mediterraneo
- 14. I Cavallini della Giara: gli ultimi selvaggi d’Europa
- 15. Grotta di Nettuno, l’Escala del Cabirol e…
- 16. La Blue Zone: l’isola della longevità
- 17. Gli antiossidanti del Cannonau? Da record
- 18. Il Selvaggio Blu: il trekking più selvaggio e difficile d’Italia
- 19. La Ichnusaite: uno dei minerali più rari del pianeta
- 20. La città più antica d’Europa.. è sarda!
- Conclusioni: la Sardegna che non ti aspetti
Eppure la Sardegna ha tantissimo da scoprire e da apprezzare. Millenni di storia le hanno permesso di diventare un micro-continente che vanta un’evoluzione del tutto particolare, con piante e animali endogeni tipici ed esclusivi di questa terra.
Pensa che esiste persino il “gatto sardo”, una specie diventata autoctona benché le origini vengano ipotizzate all’età dei Fenici

Questa è un’isola che non può essere percepita solo come una meta estiva: è una terra antica che custodisce cultura, tradizione e storia che a volte diventano primati europei e persino mondiali. Il canyon più profondo d’Europa, alberi che hanno visto nascere l’Impero Romano e tradizioni che non esistono in nessun altro angolo del pianeta.
Preparati a vedere le 20 stranezze della Sardegna che sono diventati veri e propri primati.
1. Gola di Gorropu: il Canyon più profondo d’Europa

Iniziamo dal cuore del Supramonte. Tra le sue montagne si scorge la Gola di Gorropu: un capolavoro di erosione calcarea che ha formato delle pareti che raggiungono fino a 500 metri di altezza. Camminare tra le sue scarpate, nel centro della spaccatura tra gli enormi massi bianchi levigati dal Rio Flumineddu, ti farà sentire parte di un mondo primordiale. È ufficialmente il canyon più profondo del continente e una delle mete imperdibili per chi ama il trekking estremo.
Non è finita qui. Al suo interno contiene un altro primato mondiale: l’aquilegia nuragica. Si tratta di una pianta endemica della Sardegna super rara. Pensa che se ne contano appena 10 esemplari in tutto, tutte distribuite in uno spazio di appena 50 metri quadri. Non ne esistono altre nel mondo!
Periodo migliore per visitarla: da settembre a maggio. Non perché in estate sia chiusa, anzi, ma per evitare il caldo eccessivo. Approfitta della primavera o dell’autunno e godrai del suo massimo splendore.
2. Is Piscinas: il deserto “vivo” più alto d’Europa

Guarda la parte occidentale della Sardegna, sulla cosiddetta Costa Verde. Se ti spingi fino alle porte del Sulcis, nel comune di Arbus, potrai vedere le dune di Is Piscinas: dune che si inoltrano verso l’entroterra per chilometri, raggiungendo anche i 70-100 metri di altezza s.l.m..
Definite come un vero e proprio deserto sabbioso, non sono semplici cumuli di sabbia, ma un ecosistema vivo e in continua evoluzione, modellato dal maestrale, dove il cervo sardo ama passeggiare indisturbato al tramonto.
Periodo migliore per visitarlo: primavera-estate. Sentirai il caldo estivo, ma potrai approfittare di un bel bagno nel suo mare, perfetto per rinfrescarsi dopo la calda esperienza del deserto.
3. L’Olivo millenario di Luras (è più anziano di Gesù!)

Avevi mai visto un albero con una pagina Wikipedia? In effetti è una cosa rara. Eppure in Sardegna c’è anche questo. Ma che ha di speciale?
In Gallura, vicino al Lago del Liscia, vive l’albero S’Ozzastru. Con una circonferenza di 12 metri e un’età stimata tra i 3.500 e i 4.000 anni, è l’olivo più antico d’Italia. È un monumento naturale che incute rispetto: immagina quante ere geologiche e civiltà ha visto passare mentre restava lì, immobile e maestoso. Pensa solo una cosa: quell’albero è più “anziano” di Gesù. E ancora vive affondando le sue potenti radici nella terra.
Altri siti che ne hanno parlato sono alberimonumentali.info, il sito ministeriale cultura.gov.it e gianttrees.org, che nel 2023 l’ha incoronato “albero dell’anno in Italia“ grazie a ben 44.259 voti degli utenti.
Periodo migliore per visitarlo: tutto l’anno. Non c’è il momento perfetto, puoi visitarlo ogni volta che vuoi!
4. Platamona: il litorale più lungo d’Italia

Spesso si discute se sia la più lunga d’Italia o addirittura d’Europa, ma restiamo in ambito nazionale: con i suoi 15 km di sabbia, Platamona è la spiaggia ininterrotta più lunga d’Italia. Una distesa di sabbia e dune infinita, perfetta per chi ama le lunghe camminate vista mare e, ancora meglio, di fronte al tramonto.
È interessante notare che se consideriamo l’intero Golfo dell’Asinara, la costa sabbiosa da Porto Torres prosegue quasi fino a Castelsardo, arrivando a circa 25-30 km di sistema costiero, rendendolo uno dei litorali sabbiosi più imponenti di tutto il Mediterraneo, non solo d’Italia.
Alle sue spalle troverai un sistema dunale tra i più vasti dell’isola, protetto da una fitta e profonda pineta e da boschi di ginepri secolari.
Periodo migliore per visitarla: bella in autunno e primavera, perfetta d’estate.
5. Monte d’Accoddi: l’unica “Ziggurat” del Mediterraneo

A pochi minuti da Sassari, in direzione Porto Torres, sorge un vero e proprio mistero archeologico: un altare preistorico a forma di piramide tronca, che ricorda in tutto e per tutto le Ziggurat mesopotamiche. Non esiste nulla di simile in tutto il bacino del Mediterraneo, il che rende la Sardegna un ponte incredibile tra culture lontanissime. Vale la pena vederlo, no?
Di lì a breve distanza potrai inoltre visitare luoghi come la necropoli di Crocifissu Mannu (questa è completamente aperta, non ci sono guide fisse purtroppo), il Museo Romano di Porto Torres e la sua spiaggetta di Balai.
Periodo migliore per visitarlo: il sito è visitabile tutto l’anno, ma il suo massimo splendore lo raggiunge certamente in Primavera.
6. I Nuraghi: un’architettura unica al mondo

Passiamo a un’altra unicità presente solo in Sardegna: i Nuraghi. Ce ne sono oltre 7.000 esemplari! Non è un caso infatti che i Nuraghi siano il simbolo dell’isola. La loro struttura a tholos (cioè a falsa cupola) senza l’uso di cemento è un unicum mondiale che risale all’Età del Bronzo: furono tutti edificati approssimativamente dal 1800 a.C. al 1100 a.C., raggiungendo il massimo splendore costruttivo tra il XIV e il XII secolo a.C.
Tra i siti più importanti ti segnalo il complesso di Su Nuraxi di Barumini (tra l’altro riconosciuto come sito UNESCO), Santu Antine a Torralba, Nuraghe Losa ad Abbasanta, Nuraghe Arrubiu a Orroli e il Nuraghe Palmavera ad Alghero, quest’ultimo situato a pochi passi dal mare.
Periodo migliore per visitarli: assolutamente tutto l’anno.
7. Pan di Zucchero: il faraglione più alto del Mediterraneo

Davanti alla costa di Masua, nel comune di Iglesias a sud ovest dell’isola, spunta dall’acqua un gigante di calcare: lo scoglio di Pan di Zucchero. Si tratta di un faraglione enorme, imponente, bellissimo, che con i suoi 133 metri d’altezza risulta essere il più alto del Mediterraneo. È infatti una meta iconica per i climber di tutto il mondo (assieme a luoghi come Cala Gonone, Domusnovas, Ulassai e la roccia appuntita di Cala Goloritzè).
È un vero e proprio monumento naturale simbolo della Costa delle Miniere: davanti a lui, infatti, si erge la miniera di Porto Flavia (ormai non attiva ma visitabile con le guide turistiche).
Periodo migliore per visitarlo: primavera e estate, ma per i più temerari va bene ogni giorno dell’anno.
8. La spiaggia più bella del mondo: Cala Goloritzè

Avrai sentito nominare Cala Goloritzè, una delle spiagge più famose di tutta l’Isola raggiungibile esclusivamente via gommone (gli ultimi 200mt a nuoto), oppure – cosa molto apprezzata dagli appassionati – via trekking (di circa 1h/1h30m). È celebre per il contesto di natura selvaggia in cui è inserita, oltre al suo iconico pinnacolo calcareo alto 143 metri, l’Aguglia, meta per scalatori e climbers.
Come faccio a dire che è così bella? Beh.. perchè è stata eletta la spiaggia più bella del mondo per il 2025 da World’s best 50 beaches (qua la classifica completa, in cui appare anche La Pelosa di Stintino). Quella classifica contiene davvero tutte le più belle spiagge del Globo, eppure cala Goloritzè ha quel qualcosa in più che la rende speciale. Sarà forse la soddisfazione di raggiungerla, il suo arco sull’acqua di fronte alla guglia, le caprette che si incontrano lungo il cammino: è semplicemente magica!
Periodo migliore per visitarla: Maggio, Giugno e Settembre sono l’ideale. Eviterai la folla di Agosto e potrai goderti il sentiero con temperature più miti, ammirando il contrasto cromatico tra la macchia mediterranea in fiore e il blu profondo del mare. Visitabilissima ovviamente anche in Luglio e Agosto, ma visto il caldo, magari prenota un bel gommone.
9. Su Sterru: il sinkhole a campata unica più profondo d’Europa
Sull’altopiano del Golgo (Baunei) si apre una voragine impressionante: Su Sterru (chiamata anche Voragine di Golgo). È un abisso carsico che scende verticalmente per 270 metri. La sua particolarità? È a campata unica, caratteristica che lo rende uno dei più profondi e spettacolari d’Europa.
Non ci sono guide e dunque non potrai visitarlo facilmente, salvo che tu non sia un esperto di calate in corda, ma è comunque interessante vedere – da fuori! – questa particolarità della natura!
Periodo migliore per visitarlo: non c’è un periodo migliore, ma puoi approfittarne per vederlo quando sei dalle parti di Baunei e di Cala Goloritzè.
10. La Grotta di San Giovanni: la più lunga al mondo tra quelle percorribili in macchina

La Grotta di San Giovanni, a due passi dal centro abitato di Domusnovas, non è solo un monumento naturale: è un’occasione per ricordarci quanto siamo piccoli davanti alla maestosità della terra. Con i suoi 850 metri di lunghezza, detiene un primato incredibile: è una delle gallerie naturali più lunghe al mondo tra quelle che erano interamente percorribili in auto (oggi, per fortuna, restituita al silenzio e ai piedi dei viaggiatori).
Appena varchi l’imponente ingresso, l’aria cambia: si fa fresca e profuma di calcare e storia. Mentre cammini lungo la strada illuminata, lo sguardo si perde tra stalattiti millenarie e ampie “sale” naturali che sembrano cattedrali scolpite dall’acqua. È il luogo perfetto per chi cerca l’avventura senza rinunciare alla comodità, ideale anche per le famiglie.
Periodo migliore per visitarla: è visitabile tutto l’anno e per entrare occorre pagare un piccolo ticket. Puoi prenotare dal sito ufficiale.
Continuiamo il viaggio: altre 10 perle da scoprire
11. Primo produttore di ostriche in Italia, l’avresti mai detto?

C’è un “tesoro” che cresce silenzioso nelle nostre lagune e che ha scalato le classifiche nazionali: oggi l’isola è la prima produttrice di ostriche in Italia. Con oltre 230 tonnellate annue, la Sardegna ha superato regioni storicamente legate alla molluschi-coltura, trasformando i suoi 10.000 ettari di zone umide in un laboratorio di eccellenza a cielo aperto.
E non si tratta solo di numeri: parliamo anche di qualità, capace di sfidare i giganti francesi. Località come San Teodoro, Tortolì e la laguna di Santa Gilla offrono condizioni ambientali uniche: acque pulite, temperature miti e un mix perfetto tra correnti marine e apporti d’acqua dolce. Qui l’ostricoltura è diventata una forma d’arte sostenibile, capace di rigenerare l’ecosistema mentre regala prodotti dal gusto inconfondibile, sospeso tra la sapidità del mare aperto e la dolcezza della mandorla.
Periodo migliore per visitarle: chiaramente non si tratta di visitare proprio le ostriche, ma nei mesi estivi, dalle parti di Tortolì, puoi fare un salto alla cooperativa dei pescatori. Oltre ad essere famosa per la bottarga e altre prelibatezze, gestiscono il Chiosco di ponente, dove potrai degustare le ostriche a “metro zero”, osservando le reti che oscillano appena sotto la superficie dell’acqua. Un lusso autentico, senza fronzoli.
12. I Giganti di Mont’e Prama: le statue più antiche del Mediterraneo

Trovate casualmente in un campo nel Sinis, vicino all’area archeologica di Tharros, i Giganti di Mont’e Prama sono delle colossali statue di pietra risalenti a quasi 3.000 anni fa. Sono attualmente le sculture più antiche mai ritrovate nel bacino del Mediterraneo occidentale, superando persino quelle greche.
Alte circa 2 metri e datate tra il IX e l’VIII secolo a.C., rappresentano guerrieri, arcieri e pugili che precedono di alcuni secoli i kouroi greci. La precisione dei dettagli — come gli iconici occhi a doppio cerchio concentrico — rivela una maestria artigianale che non trova eguali nel Mediterraneo dell’Età del Ferro. Più che semplici statue, i Giganti sono la prova tangibile di quanto fosse strutturata e prestigiosa la società sarda nel primo millennio a.C.
Periodo migliore per visitarle: per vederle da vicino dovrai recarti al Museo Civico di Cabras, aperto tutto l’anno.
13. La civiltà più antica del Mediterraneo
La civiltà nuragica, fatta di protosardi che diedero origine ai sardi attuali, è riconosciuta come la cultura più importante e avanzata del Mediterraneo occidentale durante l’Età del Bronzo.
Durante quell’era la Sardegna non era un’isola “isolata”, anzi. Grazie alla sua posizione strategica, risultava la civiltà più avanzata e influente del Mediterraneo occidentale: mentre gran parte del continente viveva in insediamenti semplici, i Sardi nuragici erano protagonisti della storia. Avevano continui scambi commerciali con la Grecia micenea, Cipro e la Spagna.
Famosi sono i suoi scambi con i Fenici: tra il IX e l’VIII secolo a.C., i Sardi nuragici e i mercanti Fenici vissero una lunga stagione di scambi pacifici e proficua convivenza, addirittura con lasciti di matrimoni misti e convivenza sotto lo stesso tetto.
Inoltre, i sardi nuragici erano maestri nella trasformazione della pietra, della metallurgia e della navigazione, lasciando spazio a un moderno multi-culturalismo.
Cosa visitare per saperne di più: Per vedere i frutti di questi scambi, visita l’area archeologica di Tharros, dove si mescolano la storia sarda a quella fenicio-punica e quella romana. Importanti tracce anche in siti come Sant’Imbenia (Alghero) o il Nuraghe Sirai (Carbonia).
14. I Cavallini della Giara: gli ultimi selvaggi d’Europa
Sull’altopiano della Giara di Gesturi vive un animale che non troverai in nessun’altra parte d’Europa: i Cavallini della Giara. Non sono propriamente pony, ma cavalli di piccola taglia che vivono allo stato brado in un paesaggio che sembra sospeso nel tempo. È l’ultimo branco selvaggio di questo tipo in Europa.
La loro origine è avvolta nel mistero: probabilmente furono introdotti dai Fenici o dai Greci, ma ciò che conta è che qui, in un isolamento durato millenni, sono rimasti gli ultimi cavalli selvaggi del continente.
Vederli non è sempre garantito, perché si muovono liberi in completa autonomia.
Periodo migliore per visitarli: il momento migliore per scorgerli è la primavera, quando si radunano intorno ai paulis, i tipici stagni temporanei dell’altopiano. Ricorda che sono animali selvatici: mantieni sempre la distanza di sicurezza e non tentare di dar loro da mangiare. Il rispetto per il loro habitat è ciò che permette a questa magia di continuare.
15. Grotta di Nettuno, l’Escala del Cabirol e…
Ad Alghero abbiamo un concentrato di storia grandioso, sia umana che naturale. Solo per citarti alcune tra le particolarità e i primati, nella zona di Capo Caccia troviamo:
- le Grotte di Nettuno: una delle grotte marine più grandi d’Italia, raggiungibile via mare, in barca, oppure tramite la lunghissima Escala del Cabirol, costituita da ben 654 scalini scavati nella roccia di Capo Caccia che scendono a picco sul mare.
- il promontorio stesso di Capo Caccia, alto 186 metri, dà sede al Faro di Capo Caccia, altezza che lo rende il faro più alto d’Italia (come altezza del piano focale sul livello del mare).
- sotto il mare, invece, è presente un complesso sistema di grotte sommerso: tra le Grotte di Nettuno, la Grotta Verde e le cavità sommerse di Capo Caccia (come la Grotta di Nereo), possiamo vantare il più vasto sistema di grotte marine del Mediterraneo, un paradiso per i subacquei.
- per quanto riguarda la lingua, Alghero è l’unica città italiana catalanofona, cioé dove il catalano è lingua co-ufficiale insieme all’italiano, riconosciuta per legge dal 1997 (e chiamata infatti algherese).
Periodo migliore per visitarli: primavera e estate le fanno da padrone.
16. La Blue Zone: l’isola della longevità
Uno dei record tra i più invidiati al mondo è quello della longevità. La Sardegna è infatti famosa per i suoi centenari, in particolare nelle zone dell’Ogliastra e della Barbagia, che fanno parte delle cosiddette rarissime 5 Blue Zones del mondo. Zone in cui si registra una delle concentrazioni di centenari più alte del globo grazie – probabilmente – a un mix di genetica, aria pura, vita attiva e, dicono i locali, un buon bicchiere di Cannonau.
In questi paesi, gli anziani non restano isolati: continuano ad essere il pilastro della famiglia, camminano, lavorano l’orto e mantengono una vita sociale attiva fino all’ultimo giorno. È una longevità “di sostanza”, dove il segreto non è solo aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni.
Cosa visitare per saperne di più: i paesi con la più alta incidenza sono Villagrande Strisaili e Perdasdefogu. Non cercare monumenti eclatanti: siediti in una panchina in piazza, osserva il ritmo lento della giornata e, se ne hai l’occasione, scambia due chiacchiere con i locali.
17. Gli antiossidanti del Cannonau? Da record
Non hai mai sentito parlare del Cannonau di Sardegna? Semplicemente impossibile! È uno dei vitigni – e dei vini – più conosciuti d’Italia. Forse non è ai primi posti per le qualità degustative, ma non ha rivali per quanto riguarda le proprietà organolettiche e i suoi antiossidanti.
Secondo alcune ricerche, il cannonau ha una concentrazione di polifenoli (antiossidanti) fino a tre volte superiore rispetto agli altri vini rossi, fattore chiave che – si dice – contribuisce al primato di longevità dell’isola. Se sei da queste parti DEVI assaggiarlo.
Dove bere il cannonau? Ovunque in Sardegna. Lo troverai veramente dappertutto. Esiste chiaramente in versione più leggera ed economica, e in forme più pregiate e costose.
18. Il Selvaggio Blu: il trekking più selvaggio e difficile d’Italia

Il Selvaggio Blu è universalmente riconosciuto come il trekking più difficile, tecnico e selvaggio d’Italia, e spesso viene citato come uno dei più impegnativi dell’intera Europa. Dura ben 5 giorni dove chi ha il coraggio di farlo, deve mettere alla prova tutte le sue abilità, inclusa la resistenza fisica e mentale.
Ecco i primati e le caratteristiche che lo rendono unico:
- Difficoltà tecnica: è l’unico trekking costiero in Europa che richiede competenze da alpinista. Non è un semplice sentiero: include calate in corda doppia (fino a 50 metri), passaggi di arrampicata di IV grado e l’uso di attrezzatura specifica (imbrago, corda, casco).
- Isolamento: detiene il primato della mancanza di punti di appoggio. Lungo i circa 40-50 km del percorso (da Santa Maria Navarrese a Cala Gonone) non ci sono rifugi, villaggi o sorgenti d’acqua dolce. I rifornimenti avvengono quasi esclusivamente via mare tramite gommone, il resto dell’occorrente va portato nello zaino.
- Orientamento estremo: è considerato uno dei percorsi più difficili da individuare al mondo. Gran parte dell’itinerario si snoda su tracce di pastori e carbonai quasi invisibili tra il calcare tagliente e la macchia mediterranea fittissima.
- Verticalità: pur sviluppandosi lungo la costa, il dislivello cumulativo è notevole e il tracciato si mantiene costantemente sospeso su falesie alte centinaia di metri, offrendo una delle esposizioni verticali più continue del continente.
Ideato nel 1987 da Mario Verin e Peppino Cicalò, il percorso è diventato un’icona del “turismo d’avventura” d’élite.
Periodo migliore per percorrerlo: premesso che è fondamentale andare con una persona preparata che lo conosce, i periodi migliori sono quelli in cui la temperatura non è troppo elevata. Per cui meglio primavera, ultime settimane dell’estate e autunno.
19. La Ichnusaite: uno dei minerali più rari del pianeta

Questa forse non la sapevi proprio: nel 2013, in Sardegna a Punta de su Seinargiu, nelle miniere dismesse vicino a Sarroch, è stato scoperto un nuovo minerale mai osservato prima, l’ichnusaite. È un molibdato idrato di torio, con una composizione unica che combina elementi non comuni. I suoi cristalli sono incolori e sottilissimi, con dimensioni che raggiungono i 200 micron. Pensa che la quantità totale di ichnusaite rinvenuta finora è così ridotta da poter essere contenuta in un porta uovo.
È ritenuta infatti di rarità estrema: nell’intero globo è pochissima ed è stata trovata esclusivamente in questa parte della Sardegna. Secondo la catalogazione pubblicata su American Mineralogist, si colloca tra i 2.500 minerali più rari del mondo, superando di gran lunga i diamanti in termini di rarità.
Al momento il suo valore è prettamente scientifico: lo studio dell’ichnusaite aiuta a comprendere i processi di alterazione del combustibile nucleare esausto e fornisce informazioni preziose sulla tettonica delle placche grazie al decadimento radioattivo del torio che contiene.
Periodo migliore per… in questo caso non c’è nulla da visitare!
20. La città più antica d’Europa.. è sarda!
Ebbene no, non è Roma la città più antica d’Italia e d’Europa. La città più antica si trova in Sardegna ed è l’antica Sulky, l’attuale Sant’Antioco. Ciò che ha portato un team di archeologi ad affermare questo è stato il ritrovamento di un’anfora fenicia in ceramica risalente all’800 A.C. il che testimonia che prima ancora che venisse fondata Roma (21 aprile 753 A.C.), Sulky commerciava con l’Oriente ed era un fondamentale approdo commerciale.
Conclusioni: la Sardegna che non ti aspetti
Come puoi vedere, la Sardegna non è solo una terra di spiagge belle d’agosto. È una terra antica che ama stupire con le sue particolarità e a volte stranezze. Dai giganti di pietra ai record geologici, ogni angolo dell’isola custodisce un primato che merita di essere conosciuto e rispettato.
Visitare questi luoghi significa entrare in contatto con un mondo che segue ritmi diversi. E tu quanti di questi 20 record conoscevi già? Se hai scoperto qualcosa di nuovo o se conosci un’altra “stranezza” sarda che abbiamo dimenticato, scrivilo nei commenti!
FAQ – Domande frequenti sui record dell’isola
Qual è il sito archeologico più importante? Sicuramente il villaggio nuragico di Barumini, ma se cerchi qualcosa di unico nel Mediterraneo, Monte d’Accoddi è la meta giusta.
È possibile vedere i fenicotteri tutto l’anno? Sì, a Cagliari i fenicotteri sono stanziali, anche se i periodi di nidificazione (primavera) sono i più suggestivi per vedere le distese “rosa”. A volte si possono vedere anche a Porto Taverna, vicino a Olbia.
Come si raggiunge la Gola di Gorropu? Ci sono vari sentieri: il più semplice parte dal ponte di Sa Barva (Dorgali), ma è comunque un percorso di trekking che richiede scarpe adatte e una buona scorta d’acqua.
